La terza insegnante
Suo padre insegnava. Lei insegna. Oggi dirige una scuola.
Sono tre generazioni nella stessa stanza, ed è l'unica eredità di tutta questa tavola che posso vedere funzionare in tempo reale. Tutto il resto di queste carte è ricostruzione: date recuperate, vuoti segnati, un registro messo insieme con quel che resta. Questa non è storia. Sta accadendo in un giorno feriale, dentro un edificio, a suo nome.
Che cosa ha ereditato, e da chi
È figlia di Antonio Vaccaro, nato a Tramonti nel 1943, maestro, e di Gelsomina Di Landro, nata a Maiori nel 1944, chiamata Anna, di cui questo libro tiene settecento parole e ne dovrebbe tenere settemila.
Dei due, quello a cui somiglia visibilmente è suo padre, e gli somiglia nell'unico modo che si vede: il lavoro. Se sia stato voluto, subìto, o semplicemente l'unica porta aperta in quella provincia in quel decennio, non l'ho chiesto. È il genere di domanda che sembra ovvia e che non le è mai stata posta in faccia.
A mia madre ho chiesto le date di sua madre. Non ho ancora chiesto a mia madre di sé.
Che cosa è per questo registro
È la via più breve verso quasi tutto quello che manca sul ramo materno: il mestiere di sua madre, la casa di Maiori, il giorno in cui è morto suo padre, le parole che usavano l'uno e l'altra.
È anche, a questo punto, la persona che più probabilmente correggerà questa pagina, che è il servizio più alto che si possa rendere a un registro come questo.
Gli anni, in ordine
- —nasce. Data trattenuta: è viva ed è sua
- —figlia di Antonio Vaccaro e di Gelsomina Di Landro
- —diventa insegnante, come lo era suo padre
- —diventa dirigente scolastica
- 2005nasco io. Ventun anni finora, e si contano ancora
- 2026questa carta aspetta lei, e con lei aspetta metà di questa tavola
Scritta con quello che la famiglia ricorda, e aperta a correzione. Quello che manca, o che è sbagliato, arriva qui.