· Vincenzo Lambiase · 2 min di lettura
Il nove di agosto ho dato una stanza a questo libro. Uno scaffale a cui ci si poteva avvicinare, con le opere in piedi sopra come oggetti: si tirava giù un volume, lo si girava fra le mani, se ne leggeva il dorso. È andato in linea alle 6:48 del mattino e alle 6:56 non c'era più. Sette minuti e quarantotto secondi, presi dal libro di bordo del cantiere, che ne fanno la cosa più breve mai pubblicata da questo torchio.
Che cosa si è rotto davvero.
Non la stanza. I volumi giravano, l'oro teneva, lo scaffale era la parte facile. A rompersi è stata una decisione che avevo preso sull'arredamento. Ho dato al tavolo di lettura tutta la finestra e ho fermato la pagina sotto di lui, perché girare un volume non le portasse via il libro da sotto.
Ma il corpo di ogni carta qui è un contesto di impilamento per conto suo, e niente che stia dentro può salire sopra la chiaveria del sito: la testatina, il binario dei folii, il segno della rotta, il cursore che le disegno io. Così hanno continuato a stamparsi sopra la stanza aperta. E siccome restavano vivi alla mano, un lettore poteva uscire dalla stanza da uno di loro e trovarsi dietro la pagina ancora inchiodata al pavimento.
Perché non l'ho visto.
Perché la stanza l'ho provata su un banco, e il banco non ha arredamento. Niente testatina, niente binario, niente cursore: vale a dire, nessuna delle quattro cose che l'hanno rotta. Avevo costruito una prova che non poteva contenere il guasto, e poi ho letto il suo silenzio come una promozione. Uno strumento muto è il primo da sospettare, e io ho sospettato tutto tranne il mio.
Quanto è costata.
Due regole, ed entrambe a quel prezzo sono a buon mercato.
- Niente su questo sito toglie la pagina al lettore. Non per una stanza, non per una figura, non per un momento.
- Una cosa nuova si prova dove c'è l'arredamento, o non è stata provata.
Il registro dei naufragi in fondo a questo volume è per i bastimenti, e questa era soltanto una stanza, perciò va iscritta qui. Otto minuti sono abbastanza pochi perché non l'abbia vista quasi nessuno, ed è esattamente l'argomento per metterla per iscritto: un registro che segna solo i fallimenti che ha notato qualcun altro non è un registro, è una reputazione.
— voce n. 4